domenica, gennaio 25, 2009
Il 18 gennaio e 19 marzo si è votato per le elezioni amministrative in Salvador:
riportiamo un articolo tratto da ’Nicaragua y mas’ precedente all'esito elettorale.

Tra pochi giorni si voterà in Salvador per eleggere deputati e sindaci, mentre a metà marzo sarà il turno delle elezioni presidenziali. Mai come in questa occasione il Frente Farabundo Martí para la Liberación Nacional, Fmln, appare in netto vantaggio sul partito di estrema destra Alianza Republicana Nacionalista, Arena, che governa da oltre 14 anni.
Secondo gli ultimi sondaggi, il Fmln con il suo candidato alla Presidenza, il giornalista Mauricio Funes, manterrebbe un vantaggio di circa 17 punti percentuali sul suo avversario, Rodrigo Ávila, di Arena. La stessa Universidad Centroamericana (UCA), entità dei gesuiti non certo abituata a divulgare sondaggi senza averne prima confermata l’attendibilità, ha fatto sapere che il candidato della sinistra salvadoregna avrebbe un vantaggio non inferiore ai 16 punti. Una vittoria del Fmln sarebbe storica non solo per il paese, ma per l’intera regione centroamericana, dato che attualmente il Salvador è l’ultima roccaforte che rimane agli Stati Uniti nella regione. Se si prende inoltre in considerazione che questo paese potrebbe diventare ben presto il settimo ad entrare a far parte dell’ALBA, insieme a Venezuela, Cuba, Nicaragua, Bolivia, Honduras e Dominica, si capisce come queste elezioni stiano attirando l’attenzione dell’intero continente americano e creino una forte preoccupazione all’amministrazione Bush.Anche nelle elezioni municipali ed in quelle per deputati, il Fmln mantiene un vantaggio del 11,7 e del 14 per cento rispettivamente (ampia informazione su www.raices.com.sv ).
Su questi temi Paul Fortis ha "spiegato" perché si deve votare per il Fmln.
1. Per amore alla mia patria andrò a votare per la prima volta in vita mia. Le altre volte non l’ho fatto perché non serviva a niente o perché ero assente. Questa volta, però, voterò e lo farò per il FRENTE, perché il Frente è la mia Gente.
2. Per arrivare a tutto ciò ho dovuto lavorare con costanza ed applicazione; per arrivare a questa decisione ho dovuto contribuire a creare le possibilità obiettive del popolo e quindi, non servire solo come oggetto, ma come soggetto determinante.
3. Il futuro della nostra patria e della nostra cittadinanza e soprattutto, della nostra infanzia e dei giovani, è in gioco e quindi il mio voto conta.
4. Rimanere nell’opacità ostracista senza esercitare il mio diritto ed il mio obbligo di votare mi convertirebbe in un "lumpen" e so di non esserlo.
5. voterò per la candidata del Fmln (Violeta) nella capitale perché vuol dire trasparenza e futuro. Un anno di lavoro tra amministrazione comunale e nuovo governo vuol dire avere ciò che abbiamo sempre desiderato: una città pulita, ordinata e partecipativa.
6. Voterò per Violeta perché è la speranza di lottare per la salute, l’istruzione e l’ambiente della capitale.
7. Voterò per Violeta per la sua onestà e la sua capacità amministrativa.
8. Voterò per il Fmln perché quasi tutti i nostri candidati a deputato sono membri della Direzione del Fmln e che saggiamente hanno saputo guidare il partito del popolo verso i livelli in cui si trova oggi.
9. Voterò per il Fmln perché conosco da vicino i candidati e so che non tradiranno mai gli interessi del popolo e della società salvadoregna.
10. Voterò per il gruppo parlamentare del Fmln perché so che non verranno meno alla lotta che porto avanti contro lo sfruttamento delle miniere ed a favore dell’infanzia, della gioventù e della terza età.
11. Voterò per i candidati del Fmln perché so che con loro il nostro paese starà meglio grazie al programma di governo che è stato creato.
12. Voterò per i miei compagni e compagne perché rappresentano la nostra Chiesa storica ed hanno dimostrato rispetto.
13. Voterò per il Fmln perché rappresenta e difende gli interessi della maggioranza dei cittadini e perché stanno invitando la minoranza ad unirsi per lavorare insieme a favore degli interessi della popolazione.
14. Voterò per il Fmln perché è il partito che, ancor prima di arrivare al potere, per mezzo del suo candidato Mauricio Funes, ha stabilito relazioni con la maggior parte dei paesi del mondo.
15. Voterò per il Fmln perché è il partito che ha condotto una campagna elettorale pulita, senza offendere nessuno, dando un esempio di rispetto alla popolazione, di maturità ideologica e di capacità politica come dirigente.
16. Voterò per il Fmln perché è l’unico partito capace di portare la nostra società ad uno stato di diritto, in cui tutti possono far sentire la propria voce quando si prendono decisioni d’interesse nazionale.
17. Perché è l’unico partito capace di tirarci fuori dalla drammatica situazione in cui ci troviamo, riconoscendo il valore del lavoro dei contadini, dei piccoli e medi produttori e dei lavoratori e lavoratrici di tutti i settori.
18. Perché è l’unico partito capace di ristabilire la credibilità dell’esercito e dei corpi di sicurezza della nazione.
19. Perché è la forza politica più importante a livello internazionale e perché non ha nemmeno uno dei suoi militanti processati per crimini a livello nazionale od internazionale.
20. Perché è l’unico partito capace di condurre la nostra nazione verso la pace e la giustizia sociale, con un’economia di sviluppo sostenibile e una democrazia partecipativa.
Per questo voterò Fmln. Dimmi quali sono le tue ragioni? Alzati, vai a votare, esercita i tuoi diritti di cittadino. Nessuno è degno di avere una patria migliore se non lotta per essa.
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categoria:el salvador
domenica, gennaio 11, 2009
MST: 25 anni di ostinazione
João Pedro Stedile
 
Nel gennaio del 1984 ci fu un processo di avanzamento dei movimenti di massa
in Brasile. La classe lavoratrice si stava riorganizzando, accumulando forze
organiche. I partiti clandestini erano già in strada, come il Partito
Comunista Brasiliano (PCB), il Partito Comunista del Brasile (PCdoB), etc.
Avevamo conquistato una amnistia parziale, però la maggior parte degli
esiliati erano rientrati. Si erano già formati il Partito dei Lavoratori
(PT), la Centrale Unitaria dei Lavoratori (CUT) e il Congresso Nazionale
della Classe Lavoratrice (CONCLAT), spinta dai comunisti che più tardi
confluì nel CUT. Numerosi settori delle chiese cristiane ampliavano il loro
lavoro di formichine, per generare coscienza e nuclei di base in difesa dei
poveri, ispirati dalla teologia della liberazione. C'era entusiasmo
dappertutto, perché la dittatura era ormai sconfitta e la classe lavoratrice
brasiliana all'attacco: lottando e organizzandosi.
 
I contadini delle zone rurali vivevano lo  stesso clima e lo stesso attacco.
Tra il 1979 e il 1984 si realizzarono decine di occupazioni di terra in
tutto il paese. I possessori (1), i senza terra, i salariati rurali,
perdettero la paura. E iniziarono la lotta. Non volevano più migrare alla
città come buoi che vanno al macello (con le parole del nostro poeta
uruguayano Zitarroza).
 
Il risultato di tutto questo fu la l'incontro dei leaders delle lotte per la
terra di sedici stati brasiliani. Ci riunimmo a Cascabel, nel gennaio 1984,
stimolati dal lavoro pastorale della  CPT (Commissione Pastorale della
Terra).  E  lì, dopo 5 giorni di dibattiti, discussioni, riflessioni
collettive, fondammo il MST: il Movimento dei Lavoratori Rurali Senza Terra.
 
I nostri obiettivi erano chiari. Organizzare un movimento di massa a livello
nazionale, che potesse fare prendere coscienza ai contadini affinché
lottassero per la terra, per la riforma agraria (comprendendo cambiamenti
più grandi nell'agricoltura) e per una società più giusta e egualitaria.
Volevamo, infine, combattere la  povertà e la disuguaglianza sociale. E la
causa principale di quella situazione nella campagna era la concentrazione
della proprietà della terra, conosciuta come latifondo.
 
Non sapevamo se questo era possibile. Né quanto tempo sarebbe stato
necessario per raggiungere i nostri obbiettivi.
 
Sono passati 25 anni. Molto tempo. Furono anni di molte mobilitazioni, tante
lotte e di ostinazione costante,  lottare e mobilizzarci contro il
latifondo, sempre.
 
Pagammo caro per questa ostinazione. Durante il governo Collor la
repressione fu dura, anche con la creazione di un dipartimento  all'interno
della Polizia Federale, specializzato per i senza terra. Più tardi, con la
vittoria del neoliberalismo del governo di Fernando Henrique Cardoso ci fu
il semaforo verde per l'attacco dei latifondisti e delle loro polizie
provinciali contro il movimento. Ci furono nell'arco di poco tempo due
massacri: Corumbiara e Carajás. Durante quegli anni centinaia di lavoratori
rurali pagarono con la loro vita  il sogno di una terra libera.
 
Ma continuammo la lotta.
 
Frenammo il neoliberalismo eleggendo al governo Lula. Avevamo la speranza
che la vittoria elettorale potesse scatenare un nuovo avanzamento del
movimento di massa e che, con esso, la riforma agraria avrebbe avuto più
forza per essere messa in atto. Non ci fu riforma durante il governo Lula.
Al contrario, le forze del capitale internazionale e finanziario, attraverso
le proprie multinazionali, aumentarono il controllo sull'agricoltura
brasiliana. Oggi, la maggior parte delle nostre ricchezze, produzione e
distribuzione di prodotti agricoli è sotto il controllo delle
multinazionali. Queste, si sono alleate con i grandi proprietari capitalisti
e hanno prodotto  il modello di sfruttamento dell'agro-business. Molti dei
loro portavoce si affrettarono ad annunciare nelle colonne dei grandi
giornali della borghesia che il MST era finito. Un inganno.
 
L'egemonia del capitale finanziario e delle multinazionali sull'agricoltura,
non è riuscito per fortuna a decretare la fine del MST. Per un solo motivo:
l'agro-business non rappresenta nessuna soluzione ai problemi dei milioni di
poveri che vivono nelle zone rurali. E il MST è l'espressione della volontà
di liberazione di questi poveri.
 
La lotta per la riforma agraria che prima si basava solo sull'occupazione
delle terre del latifondo, adesso si presenta più completa. Dobbiamo lottare
contro il capitale. Contro la dominazione delle multinazionali. E la riforma
agraria ha smesso di essere quella classica: espropriare grandi latifondi e
distribuirli ai poveri contadini. Ora, i cambiamenti nella campagna, per
combattere la povertà, la disuguaglianza e la concentrazione di ricchezza,
dipendono dai cambiamenti non solo della proprietà della terra, ma anche del
modello di produzione. Adesso i nemici sono anche le imprese
internazionalizzate, che dominano i mercati mondiali. Significa anche che i
contadini dipenderanno ancora una volta dalle alleanze con i lavoratori
della città per poter realizzare le proprie conquiste.
 
Fortunatamente, il MST ha acquistato esperienza in questi 25 anni. Saggezza
necessaria per sviluppare nuovi metodi, nuove forme di lotta di massa, che
possano risolvere i problemi del popolo.
 
Nota
(1) Contadini che hanno possesso precario della terra, sopratutto in
Amazzonia, che tuttavia no hanno nessun titolo di proprietà.
 
- João Pedro Stedile è membro del Coordinamento Nazionale del MST y della
Vía Campesina Brasile.
 
(Rivista Caros Amigos, San Paolo, gennaio 2009).
postato da: Chile alle ore 00:51 | Permalink | commenti
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