sabato, giugno 26, 2004

Nicaragua: vita e morte del sandinismo.

 

Nella regione montuosa di Las Segovias (Nicaragua nordoccidentale) sorge, abbarbicato su un  cerro, il piccolo villaggio di Niquinohomo (letteralmente “valle del guerriero”, nella traduzione castigliana). Da questa sparuta località ha origine il mito di una delle più originali ed affascinanti figure rivoluzionarie dei movimenti di liberazione dell’America Latina: il suo nome era Augusto Cesar Sandino.

Relegato dalla storiografia ufficiale a semplice attore della rivoluzione marxista del primo novecento, Sandino - il “generale degli uomini liberi”- incarna in realtà il simbolo della lotta armata contro gli invasori yankees, accorsi sul suolo nicaraguense unicamente per salvaguardare i propri interessi economico-militari.

Senza rifarsi chiaramente a nessuna delle ideologie novecentesche (tanto meno a quella comunista), egli sognava un’America Latina “unita sotto un'unica bandiera”. Il suo modesto esercito, un  singolare amalgama di contadini, patrioti e prostitute, dopo i primi insuccessi militari riuscì a prevalere su un nemico più numeroso e meglio equipaggiato, costringendo alla fine i marines statunitensi a ritirarsi definitivamente dal Nicaragua (1933). Correvano gli anni della Guerra Costituzionalista, combattuta tra i conservatori legati ai privilegi dell’aristocrazia terriera e la schiera dei liberali in lotta per l’autodeterminazione del popolo e per l’indipendenza dall’autorità statunitense.

Gli Stati Uniti iniziarono ad interferire nella politica interna del Nicaragua già dal 1909, provocando la caduta dei governi liberali e favorendo l’instaurazione di regimi autoritari (come quelli di Adolfo Diaz e di Somoza), la cui funzione repressiva era esercitata dalla Guardia Nazionale e dal Corpo dei Marines. Gradualmente, attraverso un astuto sistema di prestiti bancari, il governo della Casa Bianca cominciò a prendere “in garanzia” il controllo della dogana, delle ferrovie nazionali e dei trasporti del Lago Grande, “indeciso se costruire o no un canale tra i due oceani, mentre si verificava la capacità di quello di Panama”. Il canale - dopo tutto - non fu mai realizzato, ma l’occupazione militare Usa durò lo stesso più di vent’anni.

Oggi, a settant’anni dalla morte di Sandino e a più di venti dall’affermazione del primo governo popolare sandinista, il fragile stato centroamericano si trova sempre più alla mercé del capitale straniero che controlla ormai buona parte del settore bananiero e della produzione del caffè.

Nonostante l’economia sia cresciuta negli ultimi otto anni del 13%, la popolazione è aumentata del 24 %, il che significa una diminuzione del 9% delle entrate per persona. Se a questo si aggiunge la chiusura della banca statale, che avrebbe dovuto essere il motore finanziario dello sviluppo dei piccoli e medi produttori, la mancanza di una politica di sostegno al settore produttivo, l’abbandono totale dei servizi nelle campagne da parte delle istituzioni pubbliche, bisogna per forza ammettere che la situazione economica della maggior parte del popolo nicaraguense è disperata.

Secondo gli ultimi dati a disposizione, “l’82% della popolazione vive in condizioni di povertà e il 44% in condizioni di estrema povertà, il che significa sopravvivere con un dollaro o meno al giorno. Il settore rurale presenta un tasso di analfabetismo del 40%; la sanità è privatizzata e negli ospedali vengono consegnate ai malati le ricette perché si procurino le medicine da soli; ci sono circa 500.000 giovani in età scolare che non fanno niente e altri 260.000 che lavorano e non studiano.”

 

Cosa è mancato, dunque, nell’esperienza della rivoluzione popolare sandinista degli anni 80 che ebbe comunque il merito ripristinare le libertà fondamentali nel Paese?

 

Tra gli interventi rimasti incompiuti, c’è al primo posto quella riforma agraria che avrebbe dovuto consentire una più equa distribuzione della terra. In secondo luogo, il sandinismo non è stato capace di conservare le ricchezze strategiche del paese - le risorse agricole sono cadute via via nelle mani delle multinazionali -, penalizzando di conseguenza lo sviluppo, il sistema scolastico, le pensioni, la salute, l’educazione per tutti. E’ un fatto ormai che “molti obiettivi della rivoluzione sono stati cancellati dalla storia e di loro non rimane niente: dai forti investimenti sul sistema educativo e sanitario al tentativo di aumentare il livello di reddito dei nicaraguensi.” *

 

Il fallimento delle politiche sociali si somma al declino della sinistra istituzionale, logorata da lotte intestine e scissioni, come quella che portò alla nascita del Movimento di Rinnovamento Sandinista.

 

La principale forza di opposizione, il Frente Sandinista de Liberacion Nacional, si dimostra oggi un partito “chiuso”, più interessato - forse - alla difesa delle porzioni di potere fin qui conquistate che alla costruzione di alternative concrete alla politica liberista del governo Bolanos. Negli ultimi anni, il consolidamento della leadership di Daniel Ortega, guida storica del FSLN e più volte candidato alla presidenza, ha lasciato poco spazio alle spinte di rinnovamento - interne al movimento e allo stesso partito - per degenerare, infine, in una sorta di caudillismo che alimenta inutili personalismi ed impoverisce i contenuti del confronto politico. 

 

Sull’altro versante, l’attuale presidente Bolanos - esponente del Partito Liberale - si è rivelato nella gestione del potere un degno erede del suo predecessore Arnoldo Aleman. Quest’ultimo, come aveva già fatto Somoza in precedenza, trasformò il Nicaragua in un suo personale feudo; e persino l’opposizione sandinista aveva trovato la maniera di scendere ad accordi con lui per una spartizione indolore del potere. “El Pacto” fu sottoscritto nel gennaio del 2000 e aveva in pratica diviso tutti i poteri dello Stato tra gli uomini dei due partiti, PL ed FSLN, con una tacita intesa di non aggressione. Si era trattato di una decisione molto discussa, soprattutto perché, per mezzo di una legge votata dai due schieramenti, erano stati sciolti tutti gli altri partiti d’opposizione.

 

Nonostante la caduta di Aleman, uscito di scena di recente dopo le condanne per corruzione, la via del compromesso “scellerato” tra i due maggiori partiti continua a polarizzare lo scenario politico nicaraguense e l’immobilismo che ne consegue non aiuta certo lo sviluppo economico ed il progresso sociale di cui il Paese ha estremo bisogno.

Frattanto, le strutture di governo devono confrontarsi con la crisi del settore agricolo, seriamente danneggiato dalla caduta del prezzo del caffè di esportazione (-64% in soli due anni), effetto provocato dall’immissione sul mercato del caffè del Vietnam (nuovo ed acerrimo concorrente dei paesi latinoamericani).

 

                                                                                                             (Chile)

 

 

 

 * Intervista a Sergio Ramirez Mercado, fondatore del Movimiento de Renovacion Sandinista (MRS).

 

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mercoledì, giugno 23, 2004

LA COOPERATIVA IL PONTE                 
E
L’ASSOCIAZIONE ARRIDANZA

 

 

ORGANIZZANO UNA SERATA DI

 

  DANZE E SAPORI DAL MONDO

 

 

 

SABATO 3 LUGLIO ‘04

 

 

PRESSO L’ISTITUTO “PACCHIOTTI”, 
VIA PACCHIOTTI, GIAVENO

 

 

h. 18,00:        Ministage di danze

 Verranno insegnate alcune semplici danze occitane e internazionali.

 

A seguire: …   Merenda Sinoira

A base di prodotti del Commercio Equo e Solidale

 

Costo: 13 euro

(il prezzo è comprensivo della partecipazione al ministage ed alle danze serali)

 

Prenotazione obbligatoria entro giovedì 1 luglio telefonando alle botteghe di…

Avigliana: 011 9311288         -     Giaveno: 011 9364611 -            Rivoli: 011 9536606

 

 


h. 20,45 – 23,15:      Danze Folk per tutti!!!

 

Ingresso: 2,50 euro

(compresa consumazione di una bevanda equa e solidale)

 

 


Il ricavato dell’iniziativa sarà utilizzato per sostenere le attività della Cooperativa

“Il Ponte” per la diffusione del Commercio Equo e Solidale sul territorio.



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domenica, giugno 20, 2004
FESTIVAL ARTIGIANATO CENTROAMERICANO

a COAZZE,

10 – 11 LUGLIO 2004

 

 

La Cooperativa Il Ponte, impegnata nella diffusione del commercio equo e solidale, festeggia dieci anni di importazione di artigianato salvadoregno da Casa Las Artesanias, struttura commerciale dell’organizzazione non governativa salvadoregna FUNDASAL.

 

Per questo, abbiamo pensato di organizzare a Coazze, piccolo centro turistico montanaro sopra Giaveno, in concomitanza con l’iniziativa “ Coazze porte aperte “, un

Festival di artigianato centroamericano

 

nei giorni 10 e 11 luglio 2004.

 

La manifestazione si svolgerà nella tensostruttura allestita nel Parco Comunale di Coazze e prevede

 

  1. Allestimento di banchetti di artigianato centroamericano

 

  1. Mostre tematiche “A la sombra de el copinol” e “ Con los ojos de los ninos”

 

  1. Stage di danza

 

  1. Letture in lingua spagnola di testi latino americani

 

  1. Proiezione di video e diapositive

 

  1. Visite naturalistiche e percorsi della Resistenza in ValSangone

 

 

E altro ancora…


Note organizzative.

 

E’ possibile pernottare presso strutture locali, gestite dalla Cooperativa Biloba, al costo di 14 euro, incluso il pernottamento e la prima colazione, già a partire dalla sera di venerdì.

 

Le visite guidate nel parco e sul cammino della Resistenza si organizzeranno se si raggiungeranno un minimo di 10 persone, con un contributo pro-capite di 9 euro.

 

All’interno della struttura sarà garantito un servizio di ristoro,  con prodotti equo-solidali.

 

       Le botteghe, le associazioni e gli enti che vorranno acquistare o ordinare merce salvadoregna durante la festa avranno uno sconto del 35 %, anziché del normale 33 %.

 

 

Prenotazioni entro il 28 giugno telefonando a 011 9766773 oppure via e mail

salvador.il ponte@virgilio.it


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martedì, giugno 15, 2004
Rassegna artistico/culturale ARTE SENZA FRONTIERE
- per la valorizzazione del rapporto Uomo/Ambiente -
Val Sangone 
 
organizz. Ass La Fonte Acquariana, coop. Biloba e il Ponte 
col patrocinio: Regione Piemonte, Provincia di Torino, Comuni Giaveno e Coazze
 

Prosegue la mostra collettiva che ha inaugurato la rassegna sabato 12/06
"Equilibrio in Natura" - Quadri, sculture, fotografie e manufatti
Miranda ostorero, Marisa Bordiga, Cecile Dossogne, Sergio Aimasso, Lucia Sconfienza, Ilaria Ferraris
Sala Convegni - V/le Italia n 1- Coazze
Orari di visita: venerdì, ore 20,30/23 - sabato, ore 16/20 - domenica  9/12,30 - 16/20                       
                      Domenica 20 giugno, dalle 10,30 alle 18,  "TEATRO AMBIENTE"
primo Workshop in parallelo
Avvolti nel fascino dell'alta valle, fra le bellezze paesaggistiche,
daremo vita al personaggio dei nostri sogni nel palcoscenico della Natura.

Con Piera Pareti, fondatrice del Teatro dell'essenziale
Una giornata all'insegna della creatività e del rilassamento.
Per sperimentare l'arte in natura connettendosi  ai suoni dell'acqua, dell'aria ....
del bosco.... 
- pranzo al sacco - abbigliamento adeguato, stuoia -
Quota di partecipazione € 30 
che andrà interamente a sostegno della rassegna 
 
Ritrovo: ore 10 - piazza 1 maggio - Coazze

Per adesioni e informazioni tel 3282138327 e mail -
lafonteacquariana@inwind.it
www.lafonteacquariana.org 
 
ATTENZIONE
Prenotazioni entro giovedì 17 - ore 20
l'organizzazione si riserva di rinviare ad altra data qualora non si raggiungesse il numero
previsto dei partecipanto e di chiudere le iscrizioni al raggiungimento del numero massimo





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